Quando si parla di malattia in Italia, si pensa spesso a quelle più comuni e – molte volte – letali, come il cancro. Un’altra malattia che colpisce lentamente il paziente è l’Alzheimer, un morbo che lenisce in modo progressivo le cellule nervose, in particolar modo quelle legate al cervello che vanno a regolare i processi di apprendimento e di memoria. Si tratta della forma di demenza più usuale, ma non per questo da sottovalutare. Scopriamo con Paloma 2000, importante Onlus presente a Milano, cos’è il morbo di Alzheimer e cosa comporta, non soltanto per chi viene colpito ma anche per coloro che li assistono.

Cos’è l’Alzheimer

Se si tratta una tematica così delicata come quella dell’Alzheimer, è giusto darne una definizione e capire che cos’è. Il morbo di Alzheimer (AD) è una malattia degenerativa, ciò implica che sia incurabile e che causi la morte delle cellule nervose, dopo un processo degenerativo molto importante. Ad essere colpite sono dunque le aree del cervello, con la conseguenza perdita della memoria e la capacità di comprensione. Si tratta della forma più conosciuta e comune di “demenza”, la quale vede come protagonisti pazienti di età adulta, dai 65 anni in poi, come evidenziato dalle statistiche. Questo però non implica che si possa essere colpiti da questo morbo anche in età giovanile.

Le cause di questa malattia possono dividersi in due diramazioni:

  • Forma sporadica: coinvolge circa il 90% delle persone colpite. La malattia si manifesta in maniera quasi inconsueta e non mostra una vera e propria causa, anche se l’età gioca un ruolo importante. Ad essere colpiti sono gli over 65, non si esclude in questo caso qualche inclinazione di natura familiare.
  • Forma familiare: rappresenta il restante 10% e colpisce le persone prima dei 60-65 anni di età, a causa di mutazioni di stampo genetico.

Secondo alcuni studi questa malattia può essere divisa in tre macrofasi, così distinte:

  1. Declino cognitivo lieve
  2. Declino cognitivo moderato
  3. Declino cognitivo molto grave

Un morbo che ferisce in maniera graduale, causandone lentamente la morte.

Cosa comporta questa malattia?

Come ogni malattia conosciuta, anche il morbo di Alzheimer mostra delle evidenti problematiche per chi ne viene colpito. Sebbene il primo segno evidente sia la perdita della memoria a breve termine, successivamente si presentano altri sintomi.

Andando avanti con la malattia si aggravano così anche le condizioni del malato, con indizi che fanno presagire un peggioramento della condizione di ogni paziente. Tra le forme più gravi ci sono il disorientamento, il cambiamento dell’umore e del comportamento e uno stato confusionale per ciò che concerne date, ricordi, luoghi e tempi. Si possono manifestare anche segni di diffidenza nei confronti di amici e parenti, con sospetti (infondati) ai danni delle persone che assistono il malato. In ultimo, ma non per importanza, c’è anche l’impedimento nel camminare, respirare e parlare.

Una malattia in grado di colpire in maniera massiccia e graduale gli aspetti intellettivi dell’uomo, causandogli un declino cognitivo sempre più importante. Allo stato attuale i malati di Alzheimer non hanno la possibilità di potersi liberare da questa situazione, ma soltanto assistiti per far sì che le loro condizioni non peggiorino celermente.

La prospettiva di vita dei malati di Alzheimer oscilla dai 6 ai 10 anni da quando si manifestano i primi sintomi, lasso di tempo però non preciso, poiché muta in base all’assistenza e alla gravità. Il decesso si ha soprattutto per le broncopolmoniti che si creano a causa delle difese immunitarie ormai indebolite da questo morbo, oltre alla conseguente insufficienza respiratoria. Altre cause di morte si possono avere per alcune complicazioni, come le piaghe da decubito (per un allattamento eccessivo) e la frattura del femore.

Si tratta dunque di una malattia che conta moltissime vittime, circa 55 milioni in tutto il mondo. Il dato, però, è destinato a salire. La cooperativa Paloma 2000 si dedica alle persone anziane colpite da queste situazioni e anche tutti coloro che le assistono, per cercare di rendere meno pesante la lotta contro questo morbo.