Sebbene il mondo sia ormai sempre più tecnologico e innovativo, non a tutto c’è una risposta o una soluzione. Prendendo in esame il campo medico, tra le malattie più delicate in tal senso compare l’Alzheimer, anche se recentemente è stato presentato un nuovo farmaco pronto a combattere contro questo morbo di natura degenerativa. Come annunciato nelle scorse settimane, l’esperimento è cominciato negli Stati Uniti d’America. Per questo la cooperativa Paloma 2000, famosissima Onlus attiva nel Comune di Milano, vuole soffermarsi sull’efficacia di questo medicinale, cercando di comprenderne la forza e il potenziale.

Il nuovo farmaco contro l’Alzheimer è in fase di sperimentazione: si chiama Leqembi

Nel corso degli anni, e dei secoli, la medicina ha fatto passi da gigante, riuscendo ad affrontare moltissime malattie (quali epidemie), sconfiggendone diverse. I tempi sono poi cambiati e alcune infezioni hanno lasciato posto ad altre, continuando il loro percorso e scontrandosi contro quell’evoluzione medico-scientifica che fino a qualche secolo fa sarebbe stata impensabile.

Eppure, nonostante le rivoluzioni in questo campo abbiano garantito una qualità (e prospettiva) di vita di alto livello, non tutte le malattie hanno una cura. Tra queste c’è il morbo di Alzheimer, una malattia di stampo degenerativo che, poco per volta, tende a colpire le aree del cervello portando, nel giro di pochi anni, i pazienti a morire. Si tratta della malattia più importante quando si parla di demenza. Anche se sembra non esserci una vera e propria soluzione, alcuni paesi sono riusciti a migliorare sotto questo aspetto ed è infatti stato presentato, nel mese di Luglio 2023, un nuovo farmaco che potrebbe combattere questo morbo.

Si tratta di Leqembi, un farmaco che ha trovato l’approvazione della Food and Drug Administration (la FDA), ente americano che ha il compito di regolamentare tutto ciò che concerne l’aspetto alimentare e farmaceutico nel proprio territorio. Il medicinale viene però prodotto in Svizzera, precisamente a Luterbach, cittadina che conta poco più di 3500 abitanti ma che può vantare la produzione di questo farmaco biologico, seguito in ogni sua fase. È a tutti gli effetti l’unico medicinale approvato da circa 20 anni, che opera su tale malattia.

Alzheimer, pro e contro del nuovo farmaco

Un farmaco che ha tutte le buone intenzioni, ma che purtroppo non può arrestare la malattia, bensì soltanto limitarla. La cooperativa Paloma 2000, all’interno di tale articolo, va dunque ad analizzare pro e contro di Leqembi. Fino a questo momento i dati analizzati hanno dimostrato che il medicamento può agire soltanto sui soggetti che si trovano nella prima fase della malattia, rallentando il declino cognitivo di circa il 27% nel giro di 18 mesi. Il farmaco ha però bisogno di agire in maniera lenta e graduale e deve essere somministrato ogni due settimane tramite endovena.

Come ogni farmaco che si rispetti, anche tale medicinale presenta delle controindicazioni: tra gli effetti collaterali ci sono infatti emorragia cerebrale e gonfiore. La stessa FDA ha richiesto che venisse scritto all’interno delle avvertenze, in modo che tutti i pazienti che somministrano tale cura ne siano al corrente.

Allo stato attuale la sperimentazione sta prendendo il via negli Stati Uniti d’America, nella speranza che questo non sia altro che il primo tassello che porti ad una definitiva cura. Se i risultati dovessero rivelarsi soddisfacenti, lo staff di Paloma 2000 sarà in prima linea per integrarlo nei servizi di assistenza pubblica e privata per le persone anziane.